Il viaggio a Brescello di San Paolino Nonno e Bambino
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Quando siamo venute a conoscenza dell’evento di Brescello, senza esitare un attimo, abbiamo contattato Carlo chiedendogli se fosse stato possibile inserire nel programma della manifestazione un momento di promozione del nostro albo illustrato Paolino Nonno e Bambino.

Abbiamo pensato a quanto sarebbe stato bello portare un nostro lavoro fuori dalle Mura e quanto sarebbe stato bello far conoscere a tutti il frutto del nostro impegno per la promozione della cultura nolana tra i più piccoli.

Carlo, entusiasta, ha accettato la nostra proposta e ci ha aperto le porte della sua Città.

Cosi nel fine settimana scorso, con la nostra valigia piena di libri, stanche ma piene di entusiamo, ci siamo unite al gruppo di amici di Andrea Foglia e siamo partite per Brescello.

Siiiiiii lo sappiamo……. tutti ne hanno già parlato,tutti hanno raccontato la cronaca dell’esibizione del giglio nella piazza del Paese, tutti hanno condiviso le forti emozioni provate di fronte ad un evento cosi importante e ben organizzato da far venire l’amarezza e la nostalgia alla partenza.

Noi, peró, questi due giorni,vogliamo raccontarli da un’altra prospettiva, dalla nostra prospettiva….vogliamo raccontarvi il riassunto di due fantastici giorni trascorsi con la gente del posto tra le chiacchiere scambiate con i tanti turisti, curiosi di conoscere la nostra storia e le nostre tradizioni.

Eravamo privilegiate, inutile dirlo; posizionate nell’angolo più bello della Piazza, con una visuale a 360 gradi e con accanto la statua di Don Camillo, siamo riuscite a cogliere ogni aspetto, umano, sociale e culturale di quel paesino che ha saputo “realizzare” la ricchezza -precisiamolo- sotto tutti i punti di vista, della nostra presenza lí.

Infatti, godendo a pieno di quel privilegio, abbiamo potuto scoprire la storia di un paese, di 5000 abitanti circa, che ha avuto la lungimiranza e l’acume di splendere, come il sole d’estate a mezzogiorno, per più di 60 anni, nonostante le tante difficoltà affrontate negli ultimi anni, grazie ad una unica ma famosa produzione cinematografica (italo/francese).

Non c’è dubbio, a Brescello hanno la cultura del turismo, sanno bene cosa significhi accogliere e coccolare il turista, dal suo arrivo alla sua partenza, perché sono ben consapevoli che una buona pubblicità può trasformare il motore di una 500 in quello di una Ferrari (e loro sono sicuramente una Ferrari del Centro/Nord)

Appena arrivati a Brescello, dopo una gradita colazione, consumata gratuitamente, grazie ad un voucher rilasciato dall’organizzazione, nei bar del Paese, siamo stati radunati in Piazza per partecipare ad una visita guidata (ciascun gruppo aveva una guida a disposizione) alla scoperta dei luoghi che hanno fatto da scenario alla famosissima saga di Peppone e Don Camillo.

La nota produzione di Rizzoli degli anni 50, prima ostacolata e poi appoggiata dall’allora partito comunista, ha segnato la svolta per il Paese, diventato nel corso del tempo un polo attrattivo per 40 mila turisti l’anno (che si aggiungono ai 5000 mila residenti).

Il paese oggi gira intorno alla biografia di Giovannino Guareschi, scrittore di fama nazionale, nato lí, la Chiesa principale che custodisce il crocifisso dal quale Gesù parlava con Don Camillo, gli esterni delle scene del film (la maggior parte di esse furono girate a Cinecittà a Roma), la campana gigante posizionata al centro di un porticato che fu oggetto di uno scheck tra i protagonisti della pellicola, un museo che conserva le stampe e i reperti della produzione cinematografica. Il tutto decorato e arricchito dal calore della gente del posto e da un’economia, in passato agricola ed oggi, più che mai,turistica, molto ricca.

Dopo aver visitato i luoghi e pranzato tutti insieme, ci siamo ritirate nelle nostre stanze per riposare e recuperare le forze necessarie ad affrontare il pomeriggio ricco di impegni per l’intera Comunità.

Un pomeriggio caratterizzato da una serie di eventi culturali frutto di una fusione di tradizioni popolari che portavano un unico nome: la Festa dei Gigli a Brescello.

Una processione di bandiere delle corporazioni hanno dato colore alla Piazza che, stracolma di gente, ha accolto, al termine di una Messa bellissima (celebrata da un Cardinale e dal parroco del Paese, Don Evandro) e di un tradizionale rito di benedizione del fiume Po, tra lo stupore e lo sgomento misto a commozione, il nostro Giglio, fiero ed imponente in tutta la sua bellezza.

Noi eravamo lá, in quel posticino dove Don Camillo accoglieva tutti e li accarezzava con la sua mano protesa verso la Chiesa, in segno di benevolenza. Abbiamo distribuito materiale informativo (messo a disposizione da Carlo Fiumicino), abbiamo raccontato della nostra festa, abbiamo promosso la nostra cultura e le nostre tradizioni….abbiamo condiviso la gioia di essere in quel posto a parlare di Nola con tanti compaesani, emigrati per lavoro; con i turisti che continuavano a chiederci, quasi sconcertati, come fosse mai possibile, senza un “marchingegno” meccanico, far camminare quell’obelisco così alto e pesante; con i tanti curiosi che volevano avere notizie sulla nascita della nostra Festa…..e poi, con grande onore, abbiamo condiviso il nostro posticino speciale con il mitico Maestro Leopoldo Santaniello che, con il fedele Giovanni, ha portato a Brescello l’arte della Cartapesta.

Dopo due giorni intensi, possiamo concludere che ne é valsa la pena; in molti hanno apprezzato il nostro lavoro, tanti stranieri e abitanti del posto lo hanno acquistato….perché avevano il desiderio di conoscerci….ma una domanda ce la siamo posta….perché con il patrimonio di cui disponiamo, la nostra economia non riesce a decollare come è accaduto a Brescello? Siamo, a quasi tre giorni dal rientro,ancora alla ricerca di una risposta….

Carlo Fiumicino è un nolano che ha dimostrato tanto amore per Brescello, perché gli ha donato, senza alcun ritorno personale, ma solo per dedizione e riconoscenza verso la città che lo ha adottato, l’opportunità, da noi mai colta, di vivere tutti i benefici di una Festa millenaria.

Grazie Carlo, perché da quel posticino, hai dato la possibilità a due libraie di paese di vedere la (nostra) strada giusta!

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